Batteri per le piante: cosa cambia con i biostimolanti microbici
Negli ultimi anni si parla sempre di più di batteri per le piante non come “curiosità da laboratorio”, ma come strumenti pratici per aumentare efficienza nutrizionale, resilienza e qualità delle colture. Il punto di svolta, in Europa, è l’inquadramento normativo: con il Regolamento UE 2019/1009 l’attenzione si è ampliata fino a includere in modo chiaro i biostimolanti microbici attraverso la nuova categoria PFC6A. In parole semplici: si riconosce ufficialmente che alcuni microrganismi utili—come funghi micorrizici e batteri PGPR (Plant Growth-Promoting Rhizobacteria)—possono aiutare la pianta a “lavorare meglio” con ciò che ha a disposizione nel suolo. Il vantaggio, per chi coltiva,…
