A Expo Dubai i padiglioni sono architetture in fiore


Il tema scelto per la prima Esposizione Internazionale in Medioriente – “Collegare le menti, creare il futuro” – ha chiarito sin da subito che a Expo 2020 si parlerà di opportunità – quali liberare il potenziale dei singoli e delle comunità per creare un futuro migliore – mobilità – per quanto riguarda sistemi innovativi di trasporto e comunicazione di persone, beni e idee e sostenibilità, ovvero accessibilità e resilienza delle risorse ambientali, energetiche e idriche. E i padiglioni fioriscono, a conferma del fatto che il futuro non può prescindere da alberi, colture e dalla necessità di dare più spazio al green: non soltanto in termini di qualità del living, ma per pura e mera sopravvivenza del pianeta.
Italiana Terricci, in occasione di Expo Milano 2015è stato il fornitore ufficale di diversi padiglioni (come Polonia e Gran Bretagna) che hanno deciso d puntare su ampie aree verdi di qualità. Per questo si sono affidati a noi per l’importante vetrina mondiale. Una tendenza che in questo Expo Dubai si conferma e ripete. Vediamo quindi la selezione di strutture più verdi e lussureggianti di questa Esposizione che tanto spazio sta lasciando alla convivenza tra uomo e natura, tracciando così i percorsi futuri.
Padiglione Singapore: sta riscuotendo grandissimo successo il Padiglione Singapore, affidato allo studio di architettura WOHA. Si tratta di una struttura ideata per accogliere i visitatori in un’oasi sostenibile nel deserto e in grado di integrare natura, innovazione e architettura. In più la struttura parla della visione di Singapore, ovvero quella di diventare una città nella natura. Ed è per un tale motivo che il padiglione si presenta come un prototipo, a dimostrazione di quanto l’ambiente costruito possa coesistere con la natura e la storia di questa città-Stato. Puro design biofilico, un viaggio esperienziale lungo la passeggiata a baldacchino che serpeggia attraverso i diversi e multipli livelli del padiglione, a loro volta circondati da palme verdeggianti, alberi, arbusti e orchidee. In più, un giardino Pensile e tre coni tematici, tutti avvolti nel verde verticale, si aggiungono a questa esperienza immersiva e tridimensionale. La struttura ospita così più di 170 varietà di piante che cresceranno durante il periodo dell’Expo, le quali, oltre a donare ai visitatori una bellissima esperienza immersiva, forniranno dei servizi ecosistemici misurabili, come la riduzione del calore solare, il sequestro dei gas serra, la produzione di ossigeno, la bonifica dell’acqua piovana, la fornitura di habitat per gli animali, nonché la riduzione di altri inquinanti, tipo le particelle PM10.

Padiglione Belgio: ed è verdissimo anche il padiglione Belgio che, non a caso, si chiama Green Arch, progettato dal visionario Vincent Callebaut in collaborazione con il team Assar. La conservazione dell’ambiente naturale è al centro del design, massimizzando l’impiego della luce e della ventilazione naturale, delle energie rinnovabili e dell’uso intelligente dell’acqua. I materiali utilizzati per la sua costruzione sono locali o comunque provenienti da percorsi di riciclo virtuosi. Grazie ai giardini pensili le emissioni di CO2 potranno essere compensate arrivando a ben 35 tonnelate per tutta la durata della manifestazione. La biodiversità presente nel padiglione del Belgio contribuirà inoltre ad abbassare la temperatura di 3-5 gradi, diminuendo l’effetto “isola di calore”.