In zona rossa a salvarci è l’orto: si può andare a coltivare

Come è noto la situazione pandemica e le misure di contenimento messe in atto per scongiurare i contagi condizionano pesantemente il quotidiano degli italiani. Soprattutto per coloro che si trovano in zona rossa dal 15 marzo, parliamo di Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e la Provincia autonoma di Trento, Campania e Molise, l’orto può confermarsi l’ennesima terapia e salvezza.

Si può andare a coltivare l’orto anche in zona rossa

E’ possibile recarsi a curare il proprio orto o terreno agricolo anche in zona rossa. A darne conferma una Faq del Governo, che ne chiarisce anche la modalità:

La cura dei terreni ai fini di autoproduzione, anche personale e non commerciale, integra il presupposto delle esigenze lavorative. Quindi la coltivazione del terreno per uso agricolo e l’attività diretta alla produzione per autoconsumo (quale ad. esempio quella di raccolta delle olive, conferimento al frantoio e successiva spremitura) sono consentite, a condizione che il soggetto interessato attesti, con autodichiarazione completa di tutte le necessarie indicazioni per la relativa verifica, il possesso di tale superficie agricola produttiva e che essa sia effettivamente adibita ai predetti fini, con indicazione del percorso più breve per il raggiungimento del sito.”

Quindi, a patto di rispettare le direttive governative, via libera all’orto. In questo periodo di lockdown coltivare – considerato già un toccasana per mente e fisico in condizioni normali – può davvero rappresentare un’ancora di salvezza per tutelare il proprio equilibrio psicofisico.

E per assicurarsi un ottimo raccolto e i risultati migliori non resta che scegliere i nostri terricci e compost.